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Neuralink e BCI: la nuova relazione tra uomo e macchina

Apr 25, 2020

Legame uomo-macchina: Neuralink e Brain Computer Interface.

Il legame tra uomo e macchina cambia giorno dopo giorno, travolto dalle innovazioni tecnologiche. I passi verso il futuro sono stati molti in termini di digitalizzazione e approccio di interazione ai sistemi tecnologici. Un chiaro esempio sono le interfacce celebrali Neuralink che mirano a compiere un passo in avanti rispetto alle più classiche Brain Computer Interface (BCI).

Neuralink di cosa si tratta?

“In poco piu’ di 25 anni potremmo riuscire a creare un’intera interfaccia cerebrale, in modo che tutti i neuroni di una persona siano collegati a un’estensione. E’ un po’ come quando lasciamo tracce di noi stessi nei nostri computer e nei nostri smartphone, solo che in questo caso sarebbe una porzione più abbondante delle nostre identità ad essere nel cloud“.

Elon Musk, La Repubblica

Neuralink è una società di tecnologia neurale fondata nel 2016 che ha come obiettivo la realizzazione di un impianto capace di interfacciarsi direttamente con il cervello umano.

L’azienda è nata, come dichiarato dalla società stessa, “principalmente per scopi medici e scientifici”. Ad oggi sviluppa sistemi che vengono impiantati direttamente nella scatola cranica e permettono di connettere determinate aree del cervello tramite elettrodi.

Secondo gli sviluppatori, grazie a questa tecnologia, l’essere umano potrà comunicare, scambiare dati e interagire con una macchina connessa in modalità wireless, tramite semplice tecnologia Bluetooth.

L’approccio di Neuralink alla tecnologia neurale.

L’approccio di Neuralink è fornire una soluzione scalabile e funzionale che rappresenti un vero progresso rispetto alla precedente tecnologia BCI.
L’azienda ha infatti creato dei micro-array (aghi) flessibili a cui possono essere collegati un massimo di 3.072 elettrodi. Proprio grazie alla loro flessibilità questi aghi sono in grado di risolvere il problema collegato al naturale movimento del cervello nel cranio.

L’azienda ha inoltre sviluppato un robot neurochirurgico in grado di impiantare sei fili (192 elettrodi) al minuto. Grazie a questa soluzione ogni filo può essere inserito nel cervello con precisione microscopica, evitando così di danneggiare le regioni cerebrali.

Gli elettrodi ultra sottili impianti nel cervello sono in grado di stimolare le cellule nervose. Inoltre, i 4 chip installati nella corteccia cerebrale (uno nella corteccia sensoriale somatica e tre nell’area motoria) permettono di stimolare e interagire con i neuroni. Grazie a questa tecnologia potrà essere possibile restituire vista, funzionalità degli arti e memoria a persone con disturbi specifici.

Cosa sono le Brain Computer Interfaces.

Brain Computer Interface, cos’è e quali sono le differenze con i Neuralink?

Un’interfaccia cervello-computer (BCI) è un sistema che acquisisce segnali cerebrali, li analizza e li traduce in comandi che vengono inoltrati a un dispositivo di output per eseguire un’azione. In sostanza è una via di comunicazione diretta tra un cervello e un dispositivo esterno in grado, ad esempio, di permettere ai disabili gravi di comunicare con il mondo esterno o di recuperare parte delle normali funzionalità del corpo.

I BCI sono spesso diretti alla ricerca, alla mappatura, all’assistenza, all’aumento o alla riparazione delle funzioni cognitive o sensoriali-motorie umane. Sono disponibili in alcune versioni anche in Open Source e si differenziano da altri perché utilizzano solo i segnali prodotti dal sistema nervoso centrale per permettere agli utenti di agire sul mondo.

I BCI si distinguono a seconda del metodo con cui vengono applicati e del loro livello di invasività:

  • BCI non invasivi basati sull’elettroencefalogramma (EEG): i BCI che rappresentano il metodo maggiormente studiato per via del minimo rischio di applicazione e della comodità nel condurre le ricerche. Vengono usati in particolare per il controllo del movimento e per la stimolazione elettrica funzionale.
  • BCI invasivi basati sull’attività ECoG: interfacce che richiedono l’impianto di elettrodi subdurali o epidurali. Vengono utilizzate soprattutto per identificare, e successivamente rimuovere, le aree responsabili delle patologie.
  • BCI basati su micro-array: una terza tipologia di BCI che si sta sviluppando a livello clinico. In questo caso viene usato un micro-array a 96 elettrodi impiantato in pazienti tetraplegici che permette il controllo di arti robotici.

Quali le differenze tra le due tecnologie?

Le principali differenze tra BCI e Neuralink risiedono nel grado d’innovazione di queste soluzioni. Neuralink, infatti, si pone l’obiettivo di progettare un sistema innovativo in grado di rivoluzionare questo settore. Grazie alla nuova tecnologia, la startup fondata da Elon Musk promette procedure poco invasive ed estremamente rapide.


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